- NOTIZIE TECNICHE E COLTURALI - ACQUA: ogni tipo di acqua dolce. TERRICCIO DI COLTURA: il terriccio ottimale è composto da 1/4 di letame vaccino invecchiato, 1/4 di sabbia e 2/4 di terra da giardino. Il terriccio così ottenuto va rinnovato ogni tre anni. Qualora fosse difficoltoso reperire lo stallatico, si ottengono risultati altrettanto validi inserendo in terra comune le nostre tavolette di fertilizzante a lenta cessione che assicurano il nutrimento alle piante per un anno. CONTENITORI: non volendo riempire completamente di terra i laghetti, si possono ottenere ottimi risultati piantando le essenze in contenitori di plastica a fondo piatto e privi di fori, come quelli che usiamo nei nostri vivai. L' utilizzo dei vasi inoltre impedisce una crescita disordinata della vegetazione ed agevola notevolmente le periodiche operazioni di rinnovo del terriccio e divisione delle piante (da effettuare ogni tre anni per evitare il deperimento delle piante ed una fioritura scarsa e rimpicciolita). COME MANTENERE LIMPIDE LE ACQUE DEL LAGHETTO: i sali minerali e l'anidride carbonica disciolti nell'acqua rappresentano, insieme all'eccessiva esposizione alla luce solare, le condizioni migliori per il prospero moltiplicarsi delle microscopiche alghe verdi. A nulla serve cambiare l'acqua, in quanto il processo ricomincerebbe e dopo pochi giorni l'acqua sarebbe di nuovo torbida. Peggio ancora sarebbe usare alghicidi chimici che distruggerebbero qualsiasi forma di vita. L'unica soluzione valida è raggiungere l'equilibrio biologico inserendo nel laghetto le piante ossigenanti che sottraggono alle alghe infestanti l'anidride carbonica e i sali minerali di cui queste si nutrono. In questa lotta per la vita le piante ossigenanti prevalgono e riducono le alghe in modo così deciso che l'acqua ritorna limpida. È impossibile stabilire con precisione la quantità di piante ossigenanti necessaria per un laghetto: i fattori da considerare sono troppo complessi e variabili e comprendono la quantità di sole che riceve il laghetto, la profondità e temperatura dell'acqua, il suo contenuto minerale ed organico, ecc. Come regola generale è sufficiente che la superficie del laghetto venga riempita per 1/3 con piante ossigenanti. ATTECCHIMENTO DELLE PIANTE: le piante acquatiche non hanno problemi di attecchimento, purché vengano rispettate le semplici esigenze di esposizione alla luce solare e profondità dell'acqua, indicate per ciascuna specie. Eventuali insuccessi sono dovuti ad un'eccessiva quantità di concime che ustiona le radici, ad acqua corrente fredda, ad una posizione troppo ombreggiata, alla presenza di anitre o simili, di tartarughe, di gamberi e di pesci diversi dal pesce rosso (carassio dorato), l'unico a non creare inconvenienti al laghetto ornamentale (anzi, eliminerà totalmente eventuali larve di zanzara). Non sono dannose, bensì utili alle piante acquatiche, le lumache d'acqua europee e gli anfibi di tutti i tipi. PARASSITI: in caso di comparsa di insetti parassiti, nebulizzate le foglie con insetticidi a base di piretro, usando dosi dimezzate rispetto a quella indicata sulla confezione ed avendo cura di effettuare il trattamento dopo il tramonto per non ustionare le foglie. - NOTIZIE SULLA FITODEPURAZIONE - Le zone umide naturali sono state utilizzate per molti secoli per il trattamento delle acque di scarico prodotte dagli insediamenti abitativi e da alcune attività produttive. Tuttavia le zone umide naturali sono caratterizzate da un'estrema variabilità delle loro componenti funzionali, rendendo impossibile prevedere una precisa quantificazione delle capacità di trattamento, pur osservando un significativo miglioramento nella qualità delle acque. Su queste basi si sono sviluppate, a partire dalla metà degli anni '70, svariate esperienze di trattamento pianificato di acque inquinate mediante aree umide artificiali, progettate e costruite per riprodurre i naturali processi autodepurativi in un ambiente maggiormente controllabile. Inoltre, nel recepimento della Direttiva comunitaria 91/271 è necessario tener presente l'esigenza, da un Iato di garantire una maggior copertura del servizio depurativo durante i periodi di intense precipitazioni e di flussi turistici, dall'altro di adeguare gli impianti esistenti per il raggiungimento dei nuovi obiettivi (rendere compatibile lo scarico con il corpo idrico recettore) attraverso sistemi che non comportino oneri di investimento e di gestione elevati. I sistemi di fitodepurazione presentano requisiti tali da rispondere a queste esigenze: infatti garantiscono, attraverso una gestione semplice e poco onerosa, ottime rese depurative (soprattutto per parametri quali Azoto, COD, BODs, solidi sospesi e sedimentabili) con impatto ambientale e consumo energetico nettamente ridotti rispetto ad altri sistemi depurativi. |